La situazione del settore e le proposte per lo sviluppo
Paolo Carnemolla � FederBio
Paolo Carnemolla � FederBio
1. LA SITUAZIONE
1.1 L�ANDAMENTO STRUTTURALE (OPERATORI E SUPERFICI)
Gli ultimi dati ufficiali messi a disposizione dal Sistema Informativo Nazionale Agricoltura Biologica (SINAB) del Mi.P.A.A.F. riportano che ad inizio 2006 in Italia circa 50.000 imprese adottavano per tutte o parte delle loro attivit� di produzione agricola, allevamento, trasformazione, distribuzione e importazione le norme in materia di produzione biologica (Reg. CEE n. 2092/91). La superficie coltivata � di oltre 1 milione di ettari, pari all�8% del totale nazionale, incidenza che ci pone al quarto posto al mondo, preceduti da Liechtenstein (24.6%), Austria (13.53%), Svizzera (11.33%) e prima di Finlandia (7.31%) e Svezia (6.80%).
Dopo due anni di sensibile calo, il numero di imprese notificate alle Autorit� competenti regionali � dunque tornato a crescere in maniera significativa (+ 21,7% su base annua). La ripresa pi� consistente riguarda le aziende agricole e di allevamento che arrivano a rappresentare il 2,8% del totale delle aziende agricole censite in Italia e che hanno determinato un incremento significativo anche delle superfici (+11% su base annua). In termini di superfici l�Italia si conferma il primo Paese in Europa per diffusione dell�agricoltura biologica e al quarto posto nel mondo dopo Australia, Cina e Argentina. Prosegue la crescita modesta, ma tendenzialmente mai interrotta, degli operatori del comparto della trasformazione (12,6% sul totale delle imprese alimentari italiane) e vi �, per la prima volta, un sostanziale arresto nella crescita del numero degli importatori autorizzati.
In larga parte la ripresa del trend di sviluppo del settore � motivata dagli ultimi bandi regionali relativi alla programmazione 2000-2006 dello sviluppo rurale, aperti proprio nel 2005, nei quali in molti casi le misure relative all�introduzione e al mantenimento del metodo biologico hanno avuto uno spazio considerevole. In relazione a questo fatto e al prossimo avvio della nuova programmazione 2007-2013, che l�Unione Europea ha inteso caratterizzare in maniera ancora pi� spinta sul fronte agroambientale, ci si pu� attendere che il trend di sviluppo del settore si manterr� positivo almeno per il prossimo biennio. L�entit� della crescita sar� dunque certamente influenzata in maniera preponderante dalle scelte che il Piano Strategico Nazionale dello sviluppo rurale e, soprattutto, i nuovi Piani di Sviluppo Rurale regionali concretizzeranno rispetto alle notevoli opportunit� che il nuovo Regolamento sullo sviluppo rurale mette a disposizione per il sostegno all�agricoltura biologica. L�evoluzione auspicata delle politiche pubbliche anche a livello nazionale e regionale e, soprattutto, l�andamento dei mercati, potranno o meno rendere tale prospettiva stabile e capace di proiettarsi in un futuro pi� avanzato.
1.1 L�ANDAMENTO STRUTTURALE (OPERATORI E SUPERFICI)
Gli ultimi dati ufficiali messi a disposizione dal Sistema Informativo Nazionale Agricoltura Biologica (SINAB) del Mi.P.A.A.F. riportano che ad inizio 2006 in Italia circa 50.000 imprese adottavano per tutte o parte delle loro attivit� di produzione agricola, allevamento, trasformazione, distribuzione e importazione le norme in materia di produzione biologica (Reg. CEE n. 2092/91). La superficie coltivata � di oltre 1 milione di ettari, pari all�8% del totale nazionale, incidenza che ci pone al quarto posto al mondo, preceduti da Liechtenstein (24.6%), Austria (13.53%), Svizzera (11.33%) e prima di Finlandia (7.31%) e Svezia (6.80%).
Dopo due anni di sensibile calo, il numero di imprese notificate alle Autorit� competenti regionali � dunque tornato a crescere in maniera significativa (+ 21,7% su base annua). La ripresa pi� consistente riguarda le aziende agricole e di allevamento che arrivano a rappresentare il 2,8% del totale delle aziende agricole censite in Italia e che hanno determinato un incremento significativo anche delle superfici (+11% su base annua). In termini di superfici l�Italia si conferma il primo Paese in Europa per diffusione dell�agricoltura biologica e al quarto posto nel mondo dopo Australia, Cina e Argentina. Prosegue la crescita modesta, ma tendenzialmente mai interrotta, degli operatori del comparto della trasformazione (12,6% sul totale delle imprese alimentari italiane) e vi �, per la prima volta, un sostanziale arresto nella crescita del numero degli importatori autorizzati.
In larga parte la ripresa del trend di sviluppo del settore � motivata dagli ultimi bandi regionali relativi alla programmazione 2000-2006 dello sviluppo rurale, aperti proprio nel 2005, nei quali in molti casi le misure relative all�introduzione e al mantenimento del metodo biologico hanno avuto uno spazio considerevole. In relazione a questo fatto e al prossimo avvio della nuova programmazione 2007-2013, che l�Unione Europea ha inteso caratterizzare in maniera ancora pi� spinta sul fronte agroambientale, ci si pu� attendere che il trend di sviluppo del settore si manterr� positivo almeno per il prossimo biennio. L�entit� della crescita sar� dunque certamente influenzata in maniera preponderante dalle scelte che il Piano Strategico Nazionale dello sviluppo rurale e, soprattutto, i nuovi Piani di Sviluppo Rurale regionali concretizzeranno rispetto alle notevoli opportunit� che il nuovo Regolamento sullo sviluppo rurale mette a disposizione per il sostegno all�agricoltura biologica. L�evoluzione auspicata delle politiche pubbliche anche a livello nazionale e regionale e, soprattutto, l�andamento dei mercati, potranno o meno rendere tale prospettiva stabile e capace di proiettarsi in un futuro pi� avanzato.








