Domanda
Da un anno e mezzo prendo Eutirox per curare l'ipotiroidismo ( tiroide di Hashimoto).
Ultimamente ho letto che l'ipotiroidismo si può curare anche senza Eutorix. È vero? Se si, in che modo?
Grazie per la risposta.
Bruna
Risposta
Gentile signora Bruna, l'ipotiroidismo e in particolare la tiroidite di Hashimoto sono delle disfunzioni sempre più frequenti nella popolazione ed in particolare nelle donne, frequentemente ad andamento subclinico ovvero senza sintomi evidenti.
Spesso le correlazioni endocrine tra la ghiandola tiroidea, la ghiandola surrenale e l'utilizzazione dei loro ormoni a livello dei recettori tessutali non sono prese in considerazione nella maniera opportuna dalla classe medica e in particolare dagli specialisti che si soffermano ad analizzare la sola ghiandola tiroidea, perdendo così di vista tutto il resto e le relative insufficienze, disfunzioni o squilibri magari non manifesti patologicamente, ma già in atto.
L'ipotiroidismo è una patologia, che prima di manifestarsi patologicamente ed essere evidenziata dai parametri del sangue alterati, ha una fase di modificazione a livello tessutale di minerali importanti come il Calcio, il Potassio, il Fosforo e altri ancora che ad una analisi minerale tessutale del capello appaiono già alterati in maniera evidente rispetto ai valori normali e che pregiudicano il perfetto funzionamento ormonale a livello dei recettori tessutali per gli stessi ormoni.
Ciò vuol dire che in determinate condizioni, e molto prima che si manifesti clinicamente la patologia, è possibile valutare le eventuali disfunzioni o squilibri a livello delle ghiandole energetiche più importanti del nostro corpo: Tiroide e Surrene. Nel suo caso abbiamo già una diagnosi in atto e una patologia conclamata, ma ciò non toglie che con un'opportuna valutazione del suo assetto metabolico energetico in correlazione con la sua disposizione genetica (leggasi gruppo sanguigno) non sia possibile iniziare a ridurre la quantità di farmaco (Eutirox) e approntare una supplementazione d'integratori e un'alimentazione veramente personalizzata e in pieno accordo con il medico specialista che la segue in questo periodo.
La strategia nel suo caso dovrà quindi essere mirata a migliorare l'assetto energetico (ad esempio potrebbe essere utile un'analisi minerale tessutale secondo metodica H.M.D., H.M.S. o altre), una corretta alimentazione in base al Suo gruppo sanguigno, una equilibrata integrazione di supplementi ed un'attività fisica personalizzata in accordo con il medico possono essere utili nel monitorare la quantità effettiva di farmaco da assumere ed una graduale diminuzione del dosaggio. La mia esperienza personale in ambito naturopatico mi ha sempre portato a valutare ogni singolo caso come un caso unico e a se stante, senza mai perdere di vista che ogni individuo è unico e irripetibile e che la possibilità di integrare le conoscenze naturopatiche con le conoscenze della medicina classica posso essere tranquillamente complementari la dove lo si voglia, dal momento che entrambe concorrono ad un unico fine: il benessere di ogni essere vivente nel totale rispetto della sua individualità biochimica, strutturale ed emotiva.
Cordialmente e con riconoscenza
Maurizio Candino |