Prima dell'approvazione del nuovo regolamento, "bio" era solo l'uva con cui si produceva il vino. Adesso il marchio indica che tutto il processo, dalle materie prime alla trasformazione, rispetta le regole per essere "biologico". Un passo avanti, ma le associazioni italiane non sono ancora soddisfatte.
Finisce l'epoca dell'incertezza: adesso i consumatori europei potranno riconoscere più facilmente il vino biologico grazie a una nuova etichetta che verrà apposta sulla bottiglia. L'Europa ha dunque definito le norme sul vino bio che il settore aspettava dal 1991 con l'approvazione del nuovo regolamento da parte del Comitato permanente per la produzione biologica (Scof) a Bruxelles.
La novità sta nel fatto che fino ad ora i parametri regolavano solo la produzione di "uva biologica" - unica indicazione che prima poteva essere apposta sulla bottiglia - mentre ora è possibile segnalare l'intera produzione biologica del vino, dalla materia prima alla sua trasformazione. Il regolamento vieta inoltre alcune pratiche enologiche invasive, che possono modificare la composizione del prodotto, e stabilisce i limiti di utilizzo di alcuni coadiuvanti e additivi.
Le nuove norme saranno già applicabili a partire dalla prossima vendemmia (settembre-ottobre 2012).
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